(red.) La pista australiana per costruire un nuovo stadio per il Brescia Calcio resta molto calda. Tanto che ieri, venerdì 12 aprile, dopo un incontro a palazzo Loggia tra il sindaco Emilio Del Bono, l’assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti e l’ambasciatore australiano in Italia Greg French, si è deciso per un nuovo appuntamento in città il prossimo 7 maggio. E in quell’occasione lo stesso ambasciatore condurrà una delegazione di investitori in un incontro con i capigruppo del Consiglio comunale. Dalla riunione di ieri è emerso ottimismo e il fatto che gli australi sarebbero credibili e interessati a svolgere l’operazione dello stadio.

Quindi, un impianto di 25 mila posti, con tetto retrattile, albergo, ristoranti, palestre e uffici. Ovviamente un impegno per un lungo termine, visto che al momento si sta definendo il bando flessibile per adeguare l’attuale Rigamonti alle condizioni della serie A qualora le rondinelle dovessero giocare nella massima serie. Per quanto riguarda gli australiani, però, c’è il nodo del presidente del Brescia Massimo Cellino con il quale non è stato mai raggiunto un accordo.

La legge sugli stadi, infatti, permette di riqualificare gli impianti solo c’è un’intesa tra chi investe e la società di calcio. Ma a spingere verso la pista straniera sono molti altri obiettivi che la cordata intende portare avanti. Per lo stadio si parla di un investimento da 100 milioni di euro che sarebbe assicurato da tre fondi, di cui uno pensionistico. Ma l’intenzione è quella di puntare anche su altri settori, tra turismo, economia e commercio, per far diventare Brescia un ponte tra l’Australia e l’Italia.

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