(red.) Nell’arco di poche ore, tra lunedì notte 15 e martedì pomeriggio 16 aprile i carabinieri bresciani della compagnia di Breno e su disposizione del giudice delle indagini preliminari hanno messo a segno due arresti nei confronti di altrettanti uomini per le violenze ai danni delle mogli. Il caso più eclatante è quello di una 36enne marocchina a Malonno, in Valcamonica, che negli ultimi mesi si era rivolta in tre casi al pronto soccorso dell’ospedale di Esine parlando di abrasioni ed ematomi causati dalle cadute dalle scale. Ma i medici, d’intesa con i centri antiviolenza e i militari, non credevano a quelle versioni e così si è iniziato a indagare. Quanto emerso in realtà era una situazione insostenibile, tanto che la donna, partendo dalla Calabria dove ha vissuto con il compagno e i tre figli prima di trasferirsi nel bresciano, sarebbe stata oggetto di una trentina di episodi di violenza.

Di fronte al fatto che la donna continuasse a parlare di incidenti domestici, si è invece scoperto che il compagno non esitava a picchiarla nemmeno davanti ai figli. I carabinieri hanno così raggiunto il marito coetaneo operaio ad Artogne e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia. Il giudice ha convalidato il fermo disponendo il divieto di contatto e avvicinamento alla moglie. In un’altra situazione, a Capo di Ponte, è finito in manette un 45enne operaio per le continue percosse e violenze alla compagna. Per lui, pregiudicato con precedenti per droga, le manette sono scattate martedì pomeriggio 16 aprile. Anche in questo caso la vittima non aveva avuto il coraggio di denunciare l’uomo e spesso si rivolgeva all’ospedale di Edolo per farsi medicare. Quindi è scattato l’arresto ai domiciliari su richiesta della procura e via libera del giudice, con divieto di avvicinamento alla donna.

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