In un momento storico travagliato e incostante, funestato da lotte intestine tra cerchie di potere ed equilibri economici sottili, sottesi e complessi, fondamentale importanza riveste l’attenzione e la cautela alle fasce più deboli.

Quelle maggiormente esposte al vento degli interessi egoistici dei potenti, alle logiche di manovra grazie alle quali si continua a perpetrare una sorta di diffuso impoverimento generale che, all’attuale stato dell’arte, pare irreversibile.

Il controllo costante dei consumi, il livellamento generalizzato e imperante di qualsivoglia potere d’acquisto schiacciato dall’egida spesso incontrovertibile di politiche bancarie e fiscali che nulla garantiscono alla maggior parte degli italiani onesti, sono aspetti di primo piano: che in pochissimi, in questo Paese, hanno scelto di contrastare apertamente in nome di un esercizio virtuoso della propria attività d’impresa finalizzato alla speranza di una legalità che, per quanto annebbiata e distante, appare tuttavia ancora fattibile e percorribile.

Tra questi, un plauso va sicuramente a Serafino Di Loreto: già stimato avvocato bresciano che in tempi non sospetti, colpito dalla perdita di un caro amico – suicida per colpa delle malefatte di un primario istituto di credito italiano – nel 2010 decise di virare professionalmente la propria professione spendendosi in prima persona nel delicato settore delle anomalie bancarie e finanziarie: tranelli sottesi e infingardi, che si annidano occultamente nelle maglie occulte dei contratti di conto corrente e rapporti creditizi viziati da usura, anatocismo e altro del genere.

E che il Di Loreto combatte efficacemente e legalmente da tempo insieme a un pool di autorevoli professionisti, con impegno quotidiano, avendo sinora restituito nelle tasche dei legittimi proprietari – gli italiani onesti – ben oltre 250 milioni di euro ingiustamente loro sottratti dalle malefatte di banche e fisco.

Un fine nobile, sul quale si è pronunciato apertamente anche il noto criminologo, psichiatra e studioso Alessandro Meluzzi: il quale ha più volte ribadito, riferendosi alla case history di ‘SDL Centrostudi’, “che coloro che fra gli operatori del diritto, come la stimata case history bresciana, aiutano i cittadini a difendersi dall’oppressione fiscale e da quella bancaria e creditizia sono indiscutibilmente benemeriti”.

Ma c’è di più. Serafino Di Loreto è attivo con successo anche sul fronte del rilancio di imprese in crisi.

A Mantova, con la società ‘Ecoval’, il patrocinio del Comune e la cooperativa ‘Il Solco’, ha risanato l’area cittadina dell’ex petrolchimico ‘IES’, salvando così ben 20 posti di lavoro che altrimenti sarebbero irreversibilmente andati persi. Laddove un tempo si inquinava, oggi invece si coltiva su vasta scala una speciale radice che nel sottosuolo bonifica il terreno, mentre in superficie si sviluppa rapidamente come un alto canneto atto alla produzione di combustibile tipo pellet.

Mentre a Bergamo ha rilevato un’azienda, proveniente da tre fallimenti, che fino a novembre 2017 perdeva circa 400mila euro al mese. Oggi, dopo poco più di un anno, l’impresa ribattezzata ‘DL Sintered Srl’ “ha fatturato ben oltre 8 milioni di euro, debiti zero, e continua a garantire lavoro e futuro a 35 dipendenti che altrimenti sarebbero rimasti a casa. E lì, oggi, grazie a un innovativo processo di stampaggio di polveri si creano componenti meccanici pronti a essere esportati in tutto il mondo.

Senza dimenticare la seconda giovinezza dal Di Loreto restituito negli anni anche a importanti formazioni calcistiche lombarde, Rezzato in primis.

Come insegna Thomas Carlyle, “Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità”. 

 

Maurizio Scandurra

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