(red.) Nella giornata di ieri, lunedì 13 maggio, la Corte d’Assise di Brescia ha condannato a 6 anni e otto mesi di reclusione Graziella Zanni per omicidio preterintenzionale. Si tratta della donna di 68 anni che nell’autunno del 2015 a Preseglie, in Valsabbia, aveva spinto il vicino di casa Fulvio Ferremi di 65 anni dopo una lite. Proprio lui venne portato in ospedale e poi dimesso, ma in seguito le condizioni si erano aggravate portando alla morte per un’emorragia. Sull’accaduto la procura di Brescia aveva aperto un’inchiesta e all’inizio aveva avanzato la proposta di archiviare il caso.

Ma i familiari dell’uomo si erano opposti inducendo il giudice dopo due anni a disporre l’imputazione coatta per la Zanni. Secondo gli stessi familiari, infatti, proprio quella caduta avrebbe provocato l’emorragia e il decesso di Ferremi. Al contrario, per la difesa dell’imputata sarebbe stata colpa delle precarie condizioni di salute della vittima. Il giudice ha così condannato la donna e anche disposto il rinvio degli atti in procura per indagare sulla figlia e il genero della donna per falsa testimonianza. Alle due figlie e alla moglie di Ferremi sono state riconosciute provvisionali di 50 mila euro ciascuna.

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