(red.) A metà mattina di ieri, lunedì 13 maggio, è divampato un incendio al vecchio stabilimento della Fonte Tavina a Salò, nel bresciano. E’ accaduto intorno alle 11 quando in quel momento nella sede, alla base della salita delle Zette, erano impegnati alcuni operai di un’azienda esterna per lo smontaggio di una “lavatrice”. E’ probabile che sia scattata una scintilla che ha provocato le fiamme lungo la catena di montaggio e tanto da provocare una colonna di fumo alta decine di metri visibile anche a chilometri di distanza. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco da Salò e da Brescia che hanno impiegato cinque ore prima di domare l’incendio.

E nel frattempo nei dintorni si avvertiva il forte odore di plastica bruciata. Per fortuna non sono stati segnalati feriti o intossicati anche perché la fabbrica non è più utilizzata e all’interno c’era solo qualche addetto per i lavori di dismissione. La produzione, infatti, è stata trasferita dal 2017 nel nuovo impianto di Cunettone. Dopo aver spento le fiamme, i vigili del fuoco si sono anche occupati di verificare la tenuta della struttura non notando problemi particolari. Al contrario, si dovranno verificare i danni alle attrezzature non più usate a livello produttivo. Presenti anche i tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute.

Non è la prima volta che l’impianto viene colpito da un incendio. L’altro caso era stato nel 2007 quando allora la Fonte Tavina era pienamente operativa all’interno. Per un corto circuito andarono in fumo quadri elettrici, macchinari, materie prime e cicli di lavoro. Ma con un investimento di 3 milioni di euro e l’aiuto degli addetti la produzione era ripartita. Ora resta ancora il dibattito sulla conversione e la destinazione dello stabilimento chiuso e coinvolto ieri dal fuoco.

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