(red.) Una consulenza camuffata da finanziamento alla campagna elettorale? Ne sono convinti dalla procura di Milano che ieri, mercoledì 15 maggio, hanno iscritto nel registro degli indagati il presidente della Confindustria Lombardia e delle Officine Meccaniche Rezzatesi Marco Bonometti. L’accusa nei suoi confronti è di finanziamento illecito ai partiti e nella stessa indagine è finita sotto tiro anche anche l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi. Il leader degli industriali lombardi era stato martedì 14 in procura a Milano e sentito come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti che la scorsa settimana aveva portato a 43 ordinanze di custodia cautelare di cui 16 in carcere e 12 ai domiciliari.

Ma nelle ore successive è arrivata la notizia dell’avviso di garanzia. Si parla di un incarico per due studi legati poi ai possibili investimenti della bresciana Omr. Studi compiuti dalla società Premium Consulting Srl di cui Lara Comi è amministratrice e socia. Una consulenza, quindi, da 31 mila euro e basata su una tesi di laurea del 2015 che è stata poi pubblicata online. Secondo i magistrati milanesi, quei 31 mila euro sarebbero stati una somma per finanziare la campagna elettorale della Comi alle europee. Tuttavia, Bonometti ha negato e in una nota di ieri ha detto di non aver “mai commesso alcun illecito” e di non voler “violare la giusta riservatezza dovuta alle questioni giudiziarie. L’unico elemento da sottolineare è il clima di piena collaborazione instaurato con i magistrati”.

E anche l’europarlamentare forzista si difende. “La consulenza era regolare e non c’è stato alcun finanziamento illecito. Non vi era motivo alcuno che impedisse che un finanziamento del tutto lecito potesse essere effettuato secondo le modalità previste dalla legge. Non vi era quindi motivo per simulare un contributo elettorale con una prestazione di servizi. In ogni caso la prestazione è stata resa dalla società, nell’ambito dell’oggetto sociale della stessa e nell’ambito delle specifiche competenze”. Ma su questo i magistrati dovranno valutare.

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