(red.) C’era una ragazza rumena di 25 anni al vertice dell’organizzazione dedita alla prostituzione e che è stata smantellata nelle ore precedenti a venerdì 7 giugno nell’operazione congiunta tra i carabinieri della compagnia di Bergamo e la Polizia rumena e coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Brescia. Vittime di questo giro sono state circa quindici giovani – una anche minorenne – a partire dal 2014 nel momento in cui lasciavano la Romania per raggiungere l’Italia e Bergamo con la promessa di una vita migliore. A fare loro la proposta è stata la banda di otto persone – sette rumeni e un albanese tutti arrestati – che andavano nel Paese estero per reclutare le giovani con problemi economici.

Ma in seguito scoprivano che non dovevano svolgere i lavori di commesse o bariste, ma prostituirsi sulle strade. L’indagine, spiegata nei dettagli ieri, giovedì 6 giugno, a Brescia, è durata un anno e ha portato ai fermi dei soggetti tra Bergamo e la Romania. Le accuse per gli arrestati vanno dalla tratta di esseri umani alla riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione. A portare a questa operazione è stata una ragazza di 18 anni che era stata filmata in ogni movimento partendo dal Paese balcanico verso Bergamo e poi nelle mani della leader dell’organizzazione. Prima di ribellarsi e denunciare.

Il sostituto procuratore Claudia Moregola ha parlato di come il sodalizio criminale picchiasse anche le donne per farle abortire se fossero rimaste incinte. E di certo si parla di guadagni importanti, visto che ogni ragazza doveva spendere tra i 100 e 120 euro ogni sera per i posti dove praticare. Durante la perquisizione le forze dell’ordine hanno anche sequestrato 70 mila euro tra gioielli e denaro in contanti.

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