(red.) Il consigliere regionale Ferdinando Alberti risponde al Presidente di Acque Bresciane, gestore del servizio idrico in provincia di Brescia, dopo la sua intervista rilasciata alla stampa locale pubblicata il 18 Giugno avente ad oggetto anche il progetto di collettamento e depurazione della sponda bresciana del lago di Garda, che ad oggi si basa sull’ipotesi di due depuratori a Gavardo e Montichiari che scaricano nel Chiese.
Così Alberti: “Il Presidente Delbarba ha detto espressamente che il Ministero dell’Ambiente ha dato una precisa indicazione: “…il depuratore va fatto lontano dal Garda..”. Bene, allora lo dimostri. Pubblichi la mail, un atto, un documento, un verbale, un messaggio, qualsiasi cosa che attesti quanto dice. A noi non risulta nulla di tutto ciò, anche perchè non esiste alcuna norma che vieta lo scarico a lago. Ma purtroppo temiamo che Acque Bresciane non pubblicherà niente, come ha sempre fatto”.

 

Continua Alberti: “Gli unici documenti che i cittadini possono consultare liberamente su questa vicenda è la Convenzione firmata a fine 2017 fra le Regioni Lombardia e Veneto, il Ministero dell’Ambiente e i gestori del servizio idrico, con la costituzione della famosa “cabina di regia” e in cui si parla del nuovo sistema di collettamento e depurazione, ma non si indica dove debba essere realizzato ne tanto meno che debba essere escluso lo scarico a lago. Da allora nulla è stato reso noto ai cittadini. Come del resto i cittadini sono stati esclusi dalla discussione sulle possibili soluzioni: il Presidente della Provincia di Brescia Alghisi non ha ottemperato all’incarico affidatogli dall’Assessore al Territorio Pietro Foroni di aprire tavoli di discussione con gli Enti locali e con i cittadini, pertanto Delbarba sbaglia quando fa i complimenti ad Alghisi per un lavoro che non ha fatto.”

Ancora Alberti: “Delbarba parla inoltre di dettagliate analisi ambientali ed economiche fatte da Acque Bresciane. Ebbene vogliamo vederle, pubblichi i documenti che dimostrano questo  “..enorme lavoro..”. Pubblichi eventuali studi di fattibilità che dimostrano la bontà della scelta di fare due depuratori a Gavardo e Montichiari. Ma anche su questo abbiamo poche speranze, visto che c’è già il precedente dello studio dell’Università di Brescia sulle alternative progettuali tenuto all’oscuro dai cittadini e mai reso pubblico. Il Presidente Delbarba parla di necessità di iniziare e fare i lavori in tempi brevi visto lo stato di usura dell’attuale collettore, ma è proprio la scarsa trasparenza e l’incapacità di adottare soluzioni credibili e condivise di chi ha governato e governa gli Enti che causa questi ritardi e mette a rischio il lago di Garda e la salute dei cittadini”

Conclude Alberti: “Si vuole a tutti i costi uccidere il Chiese e tutto il sistema ambientale-economico che corre lungo il suo corso pur di non “toccare” il lago. E tutto questo si può fare solo con l’assoluta mancanza di trasparenza e chiusura che ha caratterizzato l’operato fino a qui di Acque Bresciane e della Provincia di Brescia”

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