(red.) Ieri, mercoledì 19 giugno, in tribunale a Brescia si è svolta l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato il sindaco di Paspardo Fabio De Pedro e altri due collaboratori per un appalto affidato senza gara e ad aziende ritenute amiche. Per loro il pubblico ministero Ambrogio Cassiani, a capo dell’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio sul quale il giudice deciderà il prossimo 26 giugno. Con De Pedro sono accusati anche la vicesindaco con delega al Coordinamento Attuazione del Programma e Commercio Caterina Dassa e l’assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici e Cimiteriali Aristide Salari.

Tutti e tre rischiano di finire alla sbarra per turbativa d’asta per come sarebbe stato assegnato il bando per la riqualificazione energetica del municipio. Si parla di lavori per 244 mila euro che avrebbero necessitato di una gara e che invece l’amministrazione avrebbe spacchettato per poter affidare i singoli slot. Pratica consentita, ma solo se non sono collegati tra loro. Per questa operazione il sindaco venne arrestato e posto ai domiciliari, oltre ad essere sospeso dal ruolo, prima di tornare in libertà. Per gli altri due, invece, non era arrivata alcuna misura. Secondo l’accusa, in ogni caso, non avrebbero agito in questo modo per un beneficio personale, ma per ricevere consensi politici.

Comments

comments