(red.) Quella di ieri, mercoledì 19 giugno, è stata una giornata importante sul fronte dell’inchiesta che ha posto i riflettori su Bagnolo Mella, nel bresciano, per il concorso pubblico che sarebbe stato pilotato per la nomina del nuovo comandante della Polizia Locale. Il sindaco indagato Cristina Almici, assistita dal suo avvocato, è stata interrogata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani titolare del fascicolo. E, come riporta il Giornale di Brescia, si è difesa da ogni accusa che le viene contestata, dall’abuso d’ufficio a quella nuova che riguarda la corruzione. Basma Bouzid, tunisina e cittadina italiana, ex comandante della Locale di Gargnano, si era aggiudicata il ruolo che è rimasto congelato proprio per l’indagine in corso.

Di certo lei e il primo cittadino si conoscevano già prima del concorso vista la loro attività politica in Fratelli d’Italia. Tuttavia, il sindaco ha sottolineato di non aver fatto nulla che aiutasse la 40enne ad aspirare a quel ruolo. Nel mirino c’è anche il fatto che alcuni membri della commissione di valutazione sono cambiati a poco tempo di distanza dal concorso, oltre al fatto che alcune risposte errate di Basma Bouzid sarebbero state ritenute invece corrette. Cristina Almici si è anche difesa dall’accusa di corruzione, per la quale è indagata, perché avrebbe promesso il posto in cambio di un pacchetto di voti per farsi eleggere lo scorso marzo in consiglio provinciale.

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