(red.) Si sta creando un forte dibattito su quanto accaduto nei giorni precedenti a giovedì 4 luglio nel momento in cui da un’azienda di Lumezzane, nel bresciano, è partita una particolare mail che potrebbe essere considerata razzista. Infatti, si chiede ai fornitori e clienti di non mandare più all’impresa valgobbina corrieri stranieri. Della vicenda ne dà notizia il Giornale di Brescia che ha anche interpellato i diretti interessati, ora pronti a smorzare i toni della protesta. Tanto che al momento parlano solo di uno sfogo. Si fa riferimento a un messaggio da computer partito lo scorso 21 giugno in cui si chiede a chi ha rapporti di lavoro con l’azienda lumezzanese di non mandare più autotrasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili.

Ma che si accettano solo quelli dei Paesi dell’Est, altrimenti c’è il rischio di interrompere il rapporto di lavoro. Il problema, come sottolineano adesso dall’impresa, è che lo spazio per scaricare la merce è ridotto e quindi sono stati definiti una serie di orari. Ma che spesso vengono disattesi proprio dagli stranieri che l’impresa valtrumplina non vorrebbe più vedere.

Tuttavia, la mail ha raggiunto anche un’azienda di Torbole Casaglia che fornisce prodotti a quella valgobbina. Ed è stata inviata una risposta piccata alla mail dicendo che se il problema riguarda il servizio può essere una situazione da sistemare, ma se riguarda la nazionalità si dicono disposti a perdere clienti. L’azienda di Torbole lavora anche per ristoranti e case di riposo e c’è la sensazione che questo clima particolare di razzismo stia serpeggiando nell’ambiente.

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