(red.) E’ una brutta vicenda di violenze e maltrattamenti in famiglia quella che arriva da Calvisano, nella bassa bresciana. E l’epilogo è stato giovedì 4 luglio nel momento in cui i carabinieri della compagnia di Desenzano, volendo fare un controllo nell’abitazione, hanno trovato una donna italiana di 35 anni con i due figli di soli 3 anni e 8 mesi segregati all’interno dal marito e padre violento. Non era la prima volta che succedeva una situazione del genere, tanto che i Servizi sociali del Comune avevano preso possesso del caso disponendo di allontanare la donna e i figli da quell’abitazione e in un’altra struttura per proteggerla. Dall’altra parte, c’è invece il comportamento violento del coetaneo marocchino della donna che ora si trova in carcere.

I militari tenevano controllata la situazione proprio sulla base delle indicazioni fornite dai servizi sociali e dopo che la donna con la prole era stata allontanata dal marito. Ma questa aveva poi espresso il desiderio di tornare a casa, nonostante chi l’assisteva cercasse di convincerla a non farlo. Di conseguenza i carabinieri sono rimasti all’erta e giovedì si sono presentati all’abitazione per capire se tutto fosse a posto. Invece, l’appartamento era stato chiuso dall’esterno dal marito che aveva anche preso il cellulare alla donna evitando che potesse chiedere aiuto. L’ingresso è stato forzato e all’interno è stata trovata la donna con segni di violenza sul volto e in stato confusionale.

E’ stata poi soccorsa da un’ambulanza inviata sul posto e verso l’ospedale di Montichiari, mentre le forze dell’ordine hanno scoperto che il compagno non era nuovo a quel genere di episodi tra violenze e maltrattamenti in famiglia. E quando questo è tornato a casa si è trovato di fronte proprio i militari che lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata. La compagna e i due figli sono stati portati in una struttura dedicata alle donne vittime di violenze, mentre ieri, venerdì 5 luglio, nell’udienza di convalida il giudice ha confermato l’arresto e il trasferimento nel carcere di Canton Mombello a Brescia.

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  1. Il generale francese Alphonse Juin, comandante delle truppe francesi sul fronte di Cassino nel maggio 1944, ebbe a dire delle sue truppe marocchine, i famosi “goumiers”: “Questi lo metterebbero anche in un carciofo”. E così fecero in Ciociaria, stuprando donne di tutte le età, giovani maschi e pure i preti; de gustibus. Ma avevano una giustificazione, avevano sfondato per primi, e con feroci perdite, l’agguerrita linea tedesca organizzata da Kesselring, aprendo la strada agli indiani e ai polacchi (inglesi e americani arrivarono poi). Ma questo marito e padre non ha nessun merito di guerra da vantare.
    Andrea Breda