(red.) Ci sono sviluppi importanti su quanto avvenne lo scorso 2 gennaio tra le campagne di Lonato del Garda e Bedizzole, nel bresciano, nel momento in cui due camper andarono a fuoco e venne anche esploso un colpo di fucile. Il presunto autore, infatti, un 61enne agricoltore, è stato arrestato nelle ore precedenti a giovedì 11 luglio con le accuse di tentato omicidio e incendio aggravati dall’odio razziale. Lo ha stabilito la procura di Brescia dopo aver analizzato tutto il materiale ottenuto dai carabinieri di Desenzano che hanno indagato in questi mesi sull’episodio. Un vero e proprio raid punitivo, quindi, quello andato in scena in via Bettola da parte di un uomo che riteneva responsabili i nomadi di alcuni furti subiti nella propria azienda.

Quella notte, in base alla ricostruzione, l’uomo avrebbe cosparso di benzina due roulotte parcheggiate, una verso la strada e l’altra più interna al terreno agricolo. Entrambe erano abitate da un 40enne e dai genitori di questo. Nel momento in cui era stato dato il fuoco, lo stesso 40enne era stato decisivo nell’accorgersi del fumo e delle fiamme e mettendo in salvo anche la famiglia uscendo dai camper. E in quegli attimi era stato esploso anche un colpo d’arma da fuoco ferendo l’uomo a una spalla.

All’inizio le indagini si erano concentrate sul fatto che potesse trattarsi di un regolamento di conti tra nomadi, poi invece la pista è cambiata e si è resa più grave. Durante le indagini si era raccolto il proiettile fatto analizzare dai Ris di Parma ed erano stati sentiti numerosi testimoni che parlavano di come spesso l’agricoltore avesse pronunciato frasi razziste contro i nomadi. Anche l’abitazione dell’uomo venne perquisita trovando e sequestrando fucili tutti detenuti in modo legale.

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