(red.) Nelle settimane precedenti a giovedì 11 luglio il presidente dell’agenzia del trasporto pubblico locale di Brescia Claudio Bragaglio aveva sollevato un allarme: dal 20 novembre si sarebbero bloccati gli autobus extraurbani in provincia per mancanza di risorse. Ma ora i pendolari possono stare tranquilli perché quel blocco è stato scongiurato. Quindi, fino alla fine del 2019 il servizio resterà regolare. Il problema, come dà notizia il Giornale di Brescia, riguardava 300 milioni di euro del Fondo nazionale dei trasporti che erano stati fermati dal Governo e che ora vengono riabilitati, portando a 52 milioni la somma per la Lombardia e 4,5 milioni a Brescia.

Il disagio maggiore, ora, riguarda il 2020, secondo l’agenzia del Tpl, perché dalla Regione arriverà una nuova distribuzione dei fabbisogni. Numeri che per Brescia, secondo Bragaglio, sarebbero molto risicati e anche senza il contributo per la metropolitana. In pratica, un possibile buco da 18 milioni di euro. Tuttavia, dal Pirellone fanno sapere che dal 2020 al 2025 Brescia incasserà 16,7 milioni di euro in più. E su questa diatriba si vedrà in futuro nel momento in cui il trasporto sta risparmiando 400 mila euro per questo periodo estivo con meno corse.

Un altro tema riguarda la gara d’appalto per trovare un gestore unico del trasporto pubblico e che sarà lanciata nel giugno del 2020. E visto che la fetta maggiore degli utenti è rappresentata dagli studenti, l’agenzia ha già annunciato all’ufficio scolastico territoriale che i mezzi non saranno garantiti nei ponti del 2 novembre, 2 maggio e 1 giugno. E c’è anche un’altra possibilità: rispolverare la settimana corta a lezione dopo il dibattito degli scorsi anni e che porterebbe a risparmi ogni anno.

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