(red.) In questi giorni la Polizia di Stato di Brescia è stata impegnata in una serie di controlli, portando all’arresto di due soggetti nella zona della città, ma anche nel trasferimento in carcere di chi ha subito una pena definitiva. A proposito dei due arresti, uno è scattato giovedì 11 luglio nella zona della stazione. Si trattava di un latitante moldavo 33enne che da nove anni era sparito dai riflettori del suo Paese di origine. Infatti, era destinatario di un mandato di arresto europeo dopo una condanna per omicidio preterintenzionale in concorso e che gli era stata inflitta nel 2010. Giovedì gli agenti sono rimasti insospettiti quando hanno visto l’uomo fuggire e e quindi lo hanno raggiunto e bloccato.

Addosso aveva un coltello a serramanico con una lama lunga 21 centimetri e poi posto sotto sequestro. Il 33enne ha anche mostrato un passaporto moldavo scaduto e una carta d’identità rumena falsa. L’uomo, senza fissa dimora, è stato poi portato in questura dove gli sono state rilevate le impronte digitali e accertando la sua posizione. E’ stato quindi condotto in carcere e ieri, venerdì, sottoposto al giudizio per direttissima in cui si è visto disporre l’obbligo di firma, ma poi di nuovo dietro le sbarre in vista dell’estradizione.

Il secondo arresto da parte della Squadra Mobile riguarda un 25enne pakistano trovato in un appartamento di via Milano dopo essere evaso dagli arresti domiciliari. Era finito in manette e condannato lo scorso aprile per rapina aggravata e lesioni personali contro minori e coetanei con altri quattro ragazzi tra la stazione e il centro commerciale Freccia Rossa. Nell’occasione la baby gang aveva usato anche bastoni e un machete e rapinato minori tra i parchi della Badia e Brescia Due. Lo scorso giugno si era visto disporre i domiciliari in una comunità per tossicodipendenti dalla quale era scappato e trovando aiuto in alcuni connazionali. Il 25enne è anche accusato del furto di oggetti d’oro ai danni di un altro pakistano e per un importo di 30 mila euro. Nel frattempo, la Polizia ha anche notificato una serie di condanne portando in carcere un italiano per rapina, un marocchino per evasione, altri due italiani per reati finanziari, un tunisino per maltrattamenti in famiglia e un’italiana per furto.

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