(red.) È stato presentato oggi l’HR Dashboard 2019, indagine annuale svolta dall’Ufficio Studi e Ricerche di AIB tra le aziende associate sui vari temi relativi alla gestione delle risorse umane: dalla compensation ai tempi di lavoro, sino alle dinamiche retributive e al welfare.
Tra gli aspetti più significativi del report figura il differenziale retributivo tra i lavoratori con competenze digitali e quelli senza: mediamente i “lavoratori 4.0” percepiscono nel 2019 stipendi più alti del 4%, differenziale che si alza sino all’11% tra gli under 35; tra le mansioni, il divario più significativo è rilevato nei tecnici di manutenzione (+8%) e nei tecnici di assistenza (+5%). Pur in presenza di un contesto territoriale allargato – la rilevazione si riferisce, oltre alla provincia di Brescia, a quelle di Milano, Torino, Bergamo, Cuneo, Vicenza, Verona, Varese, Bologna, Modena e Ferrara – i trend già rilevati nello scorso anno si sono sostanzialmente confermati.
Sulla base dei dati retributivi individuali raccolti dall’indagine, il salario medio lordo annuo del personale operaio si attesta a 29.550 euro (con scostamenti relativamente contenuti tra le diverse aree aziendali), quello impiegatizio a 39.200 euro (±20% tra le aree aziendali), quello dei quadri a 69.100 euro (±15%), quello dei dirigenti a 127.800 euro, con ampi scostamenti tra le aree aziendali (un Direttore Generale arriva a guadagnare il doppio di un Direttore Qualità)

 

Nel 2018 le ore di assenza rilevate nelle imprese bresciane sono risultate mediamente pari a 113, con un’elevata eterogeneità per genere e inquadramento del lavoratore. L’addetto medio di sesso maschile ha effettuato 106 ore di assenza, contro le 160 di quello di sesso femminile; allo stesso tempo i quadri si caratterizzano per un valore significativamente più basso (42) rispetto a quello di impiegati (70) e operai (137). La composizione per causale delle ore di assenza per l’addetto medio evidenzia la netta predominanza delle malattie non professionali (59,4% delle ore perdute), seguita dagli altri permessi retribuiti (13,3%) e dai congedi retribuiti (13,0%). Per quanto riguarda il lavoro straordinario, nell’ultimo anno vi ha fatto ricorso l’81% delle imprese bresciane, l’82% nelle aziende che applicano il CCNL metalmeccanico.

Le imprese della provincia in cui è diffuso il welfare rappresentano il 74% di quelle totali, dato inferiore alla media lombarda (76%), ma superiore a quella piemontese (72%), veneta (72%) ed emiliana (71%). L’incidenza percentuale sul costo del lavoro si attesta invece al 2,9% nelle aziende bresciane, inferiore in Lombardia alla sola Milano (3,6%): un confronto che evidenzia l’importanza rivestita dal tema all’interno del bresciano. Al primo posto, per diffusione, si posiziona l’assistenza sanitaria integrativa, presente nel 61,8% delle imprese che hanno dichiarato l’utilizzo di almeno una forma di welfare. Seguono la previdenza complementare (47,5%), buoni pasto e mensa (36,9%), altri fringe benefit (33,8%), carrelli spesa (17,6%), area istruzione (14,3%), area cultura (13,2%), assistenza familiari (8,8%), servizi mobilità (5,4%). A livello di costi rimangono al primo posto buoni pasto e mensa con l’1,7%, segue la previdenza complementare con l’1,4%. Scalano il terzo posto i servizi di mobilità all’1,0%.

Tra le novità del HR Dashboard 2019 figura l’approfondimento relativo alla figura degli agenti e rappresentanti di commercio, soggetti incaricati stabilmente da una o più imprese di concludere contratti di vendita in una determinata zona, a fronte della corresponsione di una provvigione, calcolata in misura percentuale. Dalla rilevazione emerge che un terzo delle imprese coinvolte (33,1%) utilizza agenti per promuovere o vendere i propri prodotti o servizi, con una diffusione più elevata nelle medie e grandi imprese (37%) e nell’industria (35%) rispetto ai servizi (27%). All’interno dei territori considerati, la provincia di Brescia raggiunge il 42,9%, ed è seconda solo a Verona (46,2%), con una media decisamente superiore a quella lombarda (30,1%). La maggioranza degli agenti ha sottoscritto un contratto a tempo indeterminato (89%), svolge il proprio incarico da oltre cinque anni (69%) e gestisce un portafoglio superiore ai 100.000 euro annui (53%). Solo una minoranza è dedicata ai grandi clienti (18%), che sono normalmente gestiti dalla casa mandante; molto pochi svolgono inoltre attività di coordinamento (9%), raccolti in prevalenza tra le grandi imprese dell’industria.

“L’annuale indagine HR Dashboard dell’Ufficio Studi e Ricerche di AIB, in collaborazione con le principali Territoriali di Confindustria del Nord Italia, si conferma un appuntamento importante per la comprensione delle dinamiche relative alla gestione delle risorse umane nelle nostre aziende – commenta Roberto Zini, Vice Presidente di AIB con delega a Lavoro, Relazioni Industriali e Welfare –. Per quanto riguarda la provincia di Brescia voglio sottolineare gli ottimi risultati raggiunti a livello di welfare, tema su cui da sempre il nostro territorio e AIB prestano particolare attenzione, come dimostra l’elevata incidenza sul costo del lavoro rilevata a Brescia. I dati sugli stipendi dei lavoratori 4.0, inoltre, testimoniano una volta di più l’importanza di acquisire competenze digitali, oggi fondamentali per costruire un solido percorso professionale.”

Il Dashboard 2019 – condotto in collaborazione con Assolombarda, Unione Industriale Torino, Confindustria Bergamo, Confindustria Cuneo, Confindustria Vicenza, Confindustria Verona, Unione degli Industriali della Provincia di Varese e Confindustria Emilia – anticipa l’uscita nel prossimo autunno dell’Indagine Retributiva per profili professionali e del primo Focus sulla valorizzazione dei benefit auto nelle imprese.

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