(red.) Martedì 13 agosto doppio spettacolo di teatro a #festaradio #Brescia.
Massimiliano Loizzi con “Il Matto 3” e Valeria Battaini di Teatro19 con “Quando muoio io”. Sottoscrizione per sostenere Radio Onda d’Urto: 5 euro dalle ore 20
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IL MATTO 3 – Dopo il successo di pubblico e critica de “IL MATTO” e “ILMATTO2” Massimiliano Loizzi porta in scena il terzo capitolo della sua personale trilogia sull’Italia e i morti di Stato, con il suo folle processo, dissacrante, ironico e drammatico, per una nuova e differente “inchiesta” di ordinaria follia, sulle storture del “Bel Paese”, dove persino Dio e Mussolini, saranno testimoni e accusatori. Questa volta portando alla ribalta – e quasi spingendo con violenza a prenderne parte – uno dei temi più discussi della storia della “seconda” repubblica : gli stranieri. O migranti, immigrati, extracomunitari, a seconda di come la stampa del momento preferisca definirli. Ottobre 2013 : il naufragio dei bambini. Nave Libra, il pattugliatore della Marina italiana, è ad appena un’ora e mezzo di navigazione da un barcone carico di famiglie siriane che sta affondando. Ma i comandi militari italiani sono preoccupati di dover poi trasferire i profughi sulla costa più vicina. Così non mettono a disposizione la loro unità, nonostante le numerose telefonate di soccorso e la formale e ripetuta richiesta delle Forze armate maltesi di poter dare istruzioni alla nave italiana perché intervenga. Il peschereccio, partito dalla Libia con almeno 480 persone, sta imbarcando acqua. Dopo cinque ore di attesa e di inutili solleciti da parte delle autorità maltesi ai colleghi italiani, il barcone si rovescia. Muoiono 268 persone, tra cui 60 bambini. Una farsa tragicomica, uno spettacolo in bilico fra satira e poesia, denuncia e intrattenimento, teatrocomico e teatro di parola; un’indagine basata su documenti, testimonianze, video e atti processuali riguardanti l’ennesima strage, tutta italiana, senza colpevoli. Un copione che sembra ripetersi continuamente e proprio per questo, seppur tragico e furiosamente drammatico, appare “comico”. In un’incredibile girandola di ingressi, Massimiliano Loizzi dà vita a personaggi agli antipodi fra loro (giudice, avvocati, testimoni, giornalisti, gendarmi, onorevoli, migranti, santi, poeti, navigatori, dio e Mussolini), grotteschi e surreali nella loro verità, mantenendo un ritmo serrato che via via sale in un crescendo di sentita denuncia, un atto poetico che è anche un atto civile e politico, con un finale sorprendente che urla a gran voce che l’unica giustizia possibile è la verità e l’arma più grande è la memoria. Il processo messo in scena come una farsa tragicomica, diviene caricatura che mette in luce le pecche grottesche della giustizia e nel solco della migliore tradizione della satira e del teatro civile, punta il dito sul silenzio omertoso dello Stato; il tutto condito dall’ironia surreale di Massimiliano Loizzi che perdura per tutto lo spettacolo, capace di render comici anche i momenti più drammatici, e rendendo così meno pesante uno dei casi insoluti dell’ingiustizia italiana, più dolorosi della nostra storia più recente. 

QUANDO MUOIO IO – Nel maggio 2005, nelle campagne di Castegnato (Brescia), un pensionato della zona che è solito passeggiare di buon mattino, rinviene il cadavere decapitato, mutilato e carbonizzato di una donna. Si suppone si tratti di una sex worker perché la zona è particolarmente frequentata e poco lontano dal luogo del rinvenimento, nei mesi precedenti, è stato ritrovato il cadavere di una ragazza nigeriana uccisa. Con la decapitazione e la mutilazione gli assassini hanno voluto eliminare ogni elemento utile ad una facile identificazione del cadavere. E infatti, a distanza di anni, quella donna resta solo un numero in un registro. Lo spettacolo di Teatro19 prende le mosse da questo feroce fatto di cronaca provando a dare un nome a chi è solo un numero, provando a dare voce a chi voce non ha più, tentando di restituire almeno un poco della dignità estorta, nella convinzione che questa sia una storia da raccontare. In fondo è solo per il gioco del caso e del destino che l’attrice in scena, non sia lei stessa vittima della tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione, e si possa invece permettere di giocare ironicamente con il proprio nome e con la propria morte, scegliendo per se il proprio epitaffio.

LIBRERIA DEL GATTO NERO
h 20.00 EFFETTO SERA IN LIBRERIA: Massimiliano Loizzi, poco prima di salire sul palco principale della Festa con lo spettacolo teatrale “Il Matto 3”, presenta
“Quando divenni piccolo” (Fabbri, 2019). In Puglia negli anni Ottanta c’è un bimbo che ascolta i racconti incantati di un padre cantastorie, ma cosa succede quando
l’infanzia finisce e il padre smette di sognare?

PATCHANKA – SPAZIO DIBATTITI
h 20.00 ONDA ETIK DEFILE – VIII edizione – Vestirsi eticamente è possibile. La sfilata di moda, totalmente autoprodotta, della Festa di Radio Onda d’Urto.
h 23.45 DJ set by DJ Pacio (Hardcore – BS)

TENDA BLU – TENDA BLU
h 23.45 THE NUCLEARS (Psychobilly – CR), a seguire DJ set by Loopin

SPAZIO FIASKA – CHIRINGUITO
h 23.45 RILIEVO (Rock psichedelico), a seguire Onderootz (DJ set good vibrations)

SIAMO GATTI – SPAZIO BAMBINE E BAMBINI
h 21.00 Laboratorio “Il razzismo spiegato ai bambini” a cura di Mattia Ferri e Roberta Taboni (Becco Giallo, 2018). Partendo dalla lettura del libro i partecipanti disegneranno un breve fumetto per imparare a sconfiggere il razzismo.

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