(red.) Il Prefetto, Attilio Visconti, in ragione dell’aggravarsi delle situazioni di rischio sul Lago d’Iseo, che ha già provocato diverse decessi in questa prima parte della stagione estiva, aggravando il già pesante bilancio degli anni scorsi, ha convocato una riunione in Prefettura, in data 11 settembre 2019, per rafforzare il dispositivo di sicurezza del bacino lacuale dotandolo di un maggiore presidio che possa essere di supporto e potenziamento all’attività dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Provinciale.

 

Tale indirizzo è stato pienamente condiviso dai comuni rivieraschi bresciani, dall’Autorità di Bacino Lacuale Lago d’Iseo e dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano come affermato dagli stessi in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica svoltosi nel mese di giugno a Sale Marasino e in sede di riunione svoltasi in Prefettura qualche settimana fa con riguardo ai soccorsi sul medesimo lago.
In tale circostanza i cennati presenti hanno manifestato la volontà di richiedere la presenza sul Lago di un presidio della Guardia Costiera sulla falsariga di quanto già sperimentato sul bacino del lago di Garda e hanno espresso la disponibilità a provvedere alla soluzione del problema logistico connesso all’eventuale dislocazione delle unità della Capitaneria di Porto.

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3 Commenti

  1. Investimenti sotto il profilo del controllo li farei principalmente per la salvaguardia del bacino o dei bacini contro bracconieri e inquinatori seriali. Morti per annegamento ci sono e ci saranno sempre.
    Basta solo pensare alle povere persone che perdono la vita nelle piscine pubbliche o private… nonostante il piccolo spazio da controllare da parte di addetti o persone presenti, la tragedia e’ sempre accaduta.
    Siamo in Italia, e siamo maestri nel buttar nel cesso risorse economiche per fare SOLO cose inutili, e pensare che c’e’ gente profumatamente pagata per pensarle.
    Povera Italia….

  2. Non vedo come l’auspicata e costosa presenza di una o al massimo due imbarcazioni della Guardia Costiera (invidia del Sebino per il Garda?) o altri provvedimenti a carico dei Comuni possano impedire annegamenti casuali e peraltro episodici.
    Quando ero bambino negli anni ’60 sul lago d’Iseo si verificavano di solito 3-4 annegamenti a stagione e nessuno ne faceva un caso.
    Nelle ultime settimane sono annegate nel Garda, nel Sebino e nell’Oglio diverse persone: nuotatori capaci, principianti e subacquei. I motivi sono da ricercarsi tanto nell’incoscienza del singolo quanto nell’incidente imprevedibile.
    La responsabilità, spiace dirlo ma va detto, è tutta in capo alle vittime o al destino.
    Ma la nostra è una società malata che pretende prevenzione e protezione anche in campi nei quali la potestà pubblica non dovrebbe essere coinvolta.

    Andrea Breda