(red.) Si prevede un anno disastroso per l’olivicoltura bresciana e, più in generale, del nord Italia. Gli sbalzi termici ed il clima anomalo degli ultimi mesi hanno infatti determinato un’abbondante cascola delle olive, tanto che la raccolta 2019 dovrebbe essere inferiore del 60-70% rispetto al 2018, che pure era stato un anno eccezionalmente abbondante.

“L’andamento climatico – spiega Marco Penitenti, vicepresidente dell’Aipol e tra i titolari dell’azienda Vidielle Bionatura di Puegnago – è stato totalmente avverso: maggio infatti è stato caratterizzato dal freddo e da piogge anomale; poi, da fine luglio fino alla fine di agosto ci sono state grandinate e trombe d’aria che hanno compromesso la produzione. Peraltro – continua – proprio il maggio piovoso ha permesso lo sviluppo di funghi patogeni che normalmente non sono presenti, causando ulteriori difficoltà nella gestione agronomica”.

“Purtroppo – afferma Rita Rocca, presidente della Federazione regionale di prodotto olivicola di Confagricoltura Lombardia e membro del consiglio di Aipol – le anomalie climatiche sembrano ormai diventate strutturali: non si tratta quindi di far fronte alle emergenze, ma di rivedere la logica organizzativa del comparto. A questo proposito – dice ancora Rocca – Confagricoltura ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, la convocazione di un tavolo regionale olivicolo, per analizzare la situazione e valutare le decisioni da prendere”.

In particolare, secondo Penitenti, “è necessario creare nuovi strumenti difensivi che tutelino gli olivicoltori, come i fondi mutualistici ed altre misure assicurative”.

“L’olivicoltura – sottolinea Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia – rappresenta una nicchia molto importante per il comparto agricolo bresciano, che sta ottenendo grande apprezzamento in Italia e all’estero. Inoltre – afferma ancora il presidente – il settore ha una valenza non solo a livello produttivo, ma anche in chiave turistica, paesaggistica ed ambientale. Sarebbe quindi un danno gravissimo – conclude il presidente di Confagricoltura Brescia – se alcuni olivicoltori iniziassero ad abbandonare la produzione, un fenomeno che potrebbe realizzarsi se dovessero ripetersi due o tre raccolte così negative come quella che si prospetta in questo 2019”.

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