(red.) La sua vicenda aveva messo apprensione ed era diventata un caso nazionale. Si parla di Alessandro Sandrini, il 34enne bresciano di Folzano che per quasi tre anni, prima di essere liberato, era rimasto sotto sequestro nelle mani di un gruppo di rapinatori in Siria. Era successo nel momento in cui il giovane era partito verso Adana, al confine con la Turchia, per una vacanza e venne preso da una banda. A distanza di quei fatti e ora in una situazione tranquilla, l’uomo ieri, martedì 8 ottobre, si è presentato in tribunale a Brescia dove era accusato di episodi precedenti a quel viaggio e al sequestro. Tra il 19 e il 24 maggio del 2016, infatti, Sandrini con un complice aveva rubato in due negozi. In uno, di oggetti per la casa a Concesio, avevano portato via circa 500 euro e poi in una tabaccheria erano fuggiti con 3.500 euro presi dal registro di cassa e merce del valore di 3 mila euro.

La loro azione era stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza portando l’accusa a incastrarli e mandarli a processo. Ma come detto, Sandrini per tre anni era rimasto sotto sequestro e ieri si è potuto presentare in aula. Il giudice, dopo che l’uomo ha scontato un periodo ai domiciliari, lo ha condannato con rito abbreviato a 2 anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 600 euro. Tuttavia, durante l’udienza il bresciano ha anche ammesso di essere tornato come una persona diversa dopo la vicenda del sequestro. E ora, con una condanna sulle spalle, l’uomo ricomincerà a vivere partendo anche dal lavoro come meccanico.

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