(red.) Non c’è limite alla mancanza di coscienza da parte di qualcuno, arrivando a usare un nome noto per la stima e la generosità e provando a truffare le vittime. Su questo stanno indagando i carabinieri del comando provinciale di Brescia dopo che tre parroci bresciani – due in città e uno in provincia – sono stati contattati da dei soggetti sentendosi dire di essere destinatari di una somma presente nel testamento di Nadia Toffa. Ma che per poter incassare quella cifra, devono versare un anticipo di circa 2-3 mila euro.

Un modo sfacciato impiegando il nome della bresciana morta lo scorso 13 agosto dopo un tumore. Sembra che qualche soggetto, qualificandosi come assistente di uno o due studi notarili di Brescia avverta i sacerdoti di un lascito testamentario. A quel punto i parroci, capendo che potesse trattarsi di una truffa, hanno contattato proprio i due studi sentendosi dire che si trattava di un raggiro.

Gli episodi, che sarebbero diversi, sono stati tutti denunciati alle forze dell’ordine che indagano sulle utenze dalle quali sono partite le telefonate e anche sui conti correnti e carte ricaricabili che dovevano essere destinatarie di quegli acconti. La sensazione è che i truffatori siano persone esperte in grado di far perdere le proprie tracce e quindi si stanno cercando anche elementi comuni in altri raggiri per arrivare ai malviventi.

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