(red.) La Cava Inferno di Ghedi, nella bassa bresciana, è pronta a ospitare fino a un milione di metri cubi di rifiuti. Nelle ore precedenti a venerdì 18 ottobre, infatti, è arrivato il via libera da parte della Provincia e dopo che i nuovi proprietari hanno messo in pratica il progetto di bonifica. Sul fondo della cava era stato trovato del materiale simile all’argilla e portando la Forestale a scoprire una forma di contaminazione da idrocarburi e metalli pesanti.

Il nuovo titolare, la Tecnoinerti di Polpenazze, ha rimosso quel materiale e rimesso in sicurezza l’area, come accertato anche dall’Arpa. Quindi, dopo che lo scorso settembre era stato permesso all’azienda di ampliare il tipo di rifiuti da stoccare, ora può aprire anche la discarica. Si tratta di scarti inerti non pericolosi legati ad attività industriali, edilizie e di depurazione.

Ma sul territorio non ci sarà solo la Cava Inferno. Infatti, dal palazzo Broletto è arrivato l’ok anche a un’altra società per smaltire i rifiuti per oltre 1,3 milioni di metri cubi a Fenil Novo tra Ghedi e la Fascia d’Oro. Con buona pace delle associazioni ambientaliste che si erano sempre opposte.

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