(red.) E’ una zona già trafficata e soggetta ad altre fonti di inquinamento, ma condizioni non sufficienti per vietare l’apertura di una nuova cava destinata a ospitare rifiuti. E’ quanto scrive il Tar di Brescia nel respingere il ricorso di Legambiente Lombardia. Al centro della questione c’è la cava Bonfadina a Cazzago San Martino, nel bresciano, dove ora possono essere stoccati fino a 180 mila tonnellate di scarti edilizi, terre e asfalto all’anno. Il circolo di Legambiente aveva presentato il ricorso contro l’approvazione della cava da parte della Provincia di Brescia, tuttavia la giustizia amministrativa lo ha rigettato e persino stabilito che non serve nemmeno la valutazione d’impatto ambientale.

Gli elementi inquinanti a dominare sono le polveri, ma secondo il Tar l’azienda potrà usare una serie di sistemi per evitare la dispersione. E anche l’aumento del traffico sarebbe ritenuto scarso rispetto alle preoccupazioni. Sul fronte del rumore, invece, l’impresa installerà delle barriere. E nel momento in cui Legambiente ha annunciato di voler impugnare la sentenza del Tar al Consiglio di Stato, anche l’Ats non si è opposta alla nuova cava. Infatti, valuterà ogni singolo caso e non vieterà nuove discariche in senso generale.

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