La vicenda umbra ci dice un paio di cose. La prima, che al momento non siamo riusciti a cambiare il clima nel paese: la destra era in crescita, era maggioranza, ed è ancora tale. Il governo appena nato al momento è percepito come una fusione a freddo, senza pathos nè anima. La seconda, che al netto delle peculiarità della situazione umbra, oggettivamente impossibile da rimontare, le alleanze vanno attentamente valutate, spiegate e fatte crescere. Non è credibile un’alleanza tra partiti che si sono sputtanati fino a tre mesi fa. Sotto questo profilo, immaginare che in due mesi si passi dagli insulti reciproci all’alleanza strutturale e strategica con i 5 stelle a una forzatura come minimo incomprensibile, innanzitutto per il mancato rispetto per militanti e gli elettori. Non si fa un’alleanza e si propone di estenderla ovunque senza un’idea, un progetto e, mancato rispetto del popolo come hanno fatto Pd e grillini.

 

Non si va come governo a chiudere la campagna elettorale, con tanto di foto proiettata nel futuro, salvo assumere le responsabilità della sconfitta e fare dell’Umbria, erroneamente, un caso nazionale. Errori, e tutti gravi. Un’ultima cosa, la ripeto da illo tempore soprattutto a quelli impegnati a garantirsi un potere locale, regionale e nazionale. La pancia rancorosa di larga parte del ceto medio italiano e delle fasce più deboli continua a ingrossare la Lega e Fratelli d’Italia. Urge una finanziaria che dia risposte a quel mondo.

Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione. “ — Alcide De Gasperi.

Celso Vassalini di Italia Viva

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