(red.) Ieri, giovedì 7 novembre, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo che vede alla sbarra un carabiniere, attualmente sospeso dal servizio, con l’accusa di minacce. Il 38enne, di stanza alla caserma dei militari di Lonato, da oltre un anno non è operativo e ora è chiamato a difendersi dalle accuse di aver minacciato un vecchio amico. Sembra che questo, titolare di un’azienda agricola, si sia reso disponibile a ospitare una cisterna di gasolio per conto del carabiniere che qui si riforniva. Ma nel 2017, quando il rapporto tra i due si era deteriorato, l’agricoltore si era visto fermare dai carabinieri di Carpenedolo e ritirare la patente perché guidava sotto l’effetto di droghe.

E secondo lui quell’attività era stata disposta dall’ex amico carabiniere. A quel punto aveva minacciato il militare incassando a sua volta altre minacce – ecco perché il processo – e tanto che nell’azienda agricola sarebbe avvenuto un incidente tra un trattore e l’auto del carabiniere. Ieri a testimoniare è stato sentito il comandante della stazione che ha rivelato come sapesse del consumo di droga del proprietario agricolo e anche di una pratica per la revoca del porto d’armi nei suoi confronti, ma ancora ferma. E su questo fronte il comandante è stato richiamato dal giudice e rischia di finire coinvolto in un altro procedimento per non aver segnalato quel consumo di droga. Il processo per minacce, invece, è stato aggiornato al 28 gennaio.

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