(red.) Dal 5 al 31 ottobre scorsi circa cinquanta carabinieri del Soarda in collaborazione con le associazioni ambientaliste Cabs, Lac, Wwf e Legambiente, sono stati impegnati nella nuova “Operazione Pettirosso” condotta tra l’alta Valsabbia e la provincia di Mantova per fermare bracconieri e uccellatori. Ogni giorno, anche di notte e con condizioni meteo avverse, hanno svolto degli appostamenti e i risultati non sono mancati. Tanto che in nemmeno un mese sono state denunciate 130 persone tra uccellatori, cacciatori che usavano richiami elettroacustici, allevatori di uccelli che avevano catturato con le reti o dai nidi e anche chi, già colpito da provvedimenti simili in passato, aveva allestito dei roccoli nel giardino di casa.

Tra i fermati c’è un giovane dell’hinterland bresciano che era già stato denunciato lo scorso agosto e che a ottobre è stato di nuovo beccato. Oltre alle denunce, sono anche stati sequestrati 77 fucili da caccia, rimossi un migliaio di elementi tra trappole da uccellagione e reti e trovati 3.800 esemplari di uccelli morti e di specie protette. Altri 840, invece, sono stati affidati al centro di recupero animali selvatici “Il Pettirosso” di Modena.

Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati anche 250 uccelli di cattura di un presunto allevatore che li teneva nascosti in un edificio abbandonato di Monticelli Brusati. Tutti i denunciati sono accusati di ricettazione, furto aggravato ai danni del patrimonio dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli, maltrattamento di animali, detenzione non consentita di animali, uccellagione, caccia con mezzi vietati e porto abusivo d’armi.

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