(red.) La decisione del Tar di Brescia sulla vicenda Caffaro era attesa ed è arrivata ieri pomeriggio, giovedì 7 novembre. E suona in senso positivo per la fabbrica e i 54 dipendenti, visto che l’azienda potrà tornare a produrre e gli operai rimettersi al lavoro, probabilmente da lunedì 11 novembre. Il tribunale amministrativo ha infatti accolto in modo parziale la richiesta della Caffaro Brescia di sospendere gli effetti dei due mesi di fermo imposti dalla Provincia all’azienda di via Nullo per mettere in campo le operazioni di smaltimento e risanamento ambientale. In ogni caso la trattazione del punto sarà il prossimo 14 dicembre, ma nel frattempo la stessa azienda, oltre a poter tornare a produrre, dovrà rispettare anche una serie di prescrizioni.

E cioé definire un programma da presentare agli enti competenti per il risanamento a livello ambientale con la messa in sicurezza dei serbatoi contenenti cromo. Su questo fronte il richiamo era già arrivato proprio dalla Provincia, ma imponendo due mesi di tempo per farlo. Tuttavia, secondo i giudici non è un tempo sufficiente. In questo frangente la necessità di tornare a lavorare riguarda anche il possibile danno ambientale visto che l’azienda si occupa anche di mantenere intatta la barriera idraulica ed evitando che gli inquinanti raggiungano le falde sotterranee. Di fronte a questa decisione del Tar il titolare della Caffaro Brescia Donato Todisco si è detto soddisfatto, ma ha anche annunciato che chiederà fino a oltre 7 milioni di euro di risarcimento di danni dal Broletto per i 24 giorni in cui l’attività è rimasta chiusa.

Quindi, la Caffaro potrà tornare al lavoro, ma insieme dovrà anche portare avanti l’attività di smaltimento come d’accordo con la Provincia e dovrà presentare entro venerdì 15 novembre proprio al Broletto un piano dedicato contro il cromo. Nel frattempo sono già state pulite due zone interne alla fabbrica e ci si sta affidando ad aziende specializzate per il resto delle attività ambientali. Dopo il 15 novembre, la Provincia avrà dieci giorni di tempo per dare un parere e informare l’Arpa. Nel momento in cui le attività saranno portate avanti, si attenderà poi il 14 dicembre per la trattazione del caso al Tar.

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